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Perchè Veg

In molti mi hanno chiesto, “perchè vegano”, cerco di sintetizzare la mia scelta evidenziando tre punti (tratto dal volantino changing La Spezia)

Per gli animali

Lo sapete che un maialino impara in poco tempo il suo nome e che quelli cui si permette di vivere sereni con i loro amici umani stringono con essi un fortissimo legame di vera fratellanza ed affetto? Sapete che le mucche hanno intricati rapporti di favori e di amicizia tra di loro? Che le galline hanno una complessa vita sociale, che amano tanto starsene beate al sole, proprio come noi! Che i tacchini sono animali intelligenti, molto curiosi e attenti a quello che li circonda? Che le pecore per sopravvivere si affidano all’animale più esperto tra loro e che separate dal branco soffrono e diventano tristi? Che i pesci hanno una notevole memoria, grazie alla quale riescono ad orientarsi in un ambiente spesso pieno di pericoli?
Gli animali che mangi sono cuccioli, proprio come quelli che tanto ti inteneriscono: come i cagnolini, i gattini, anche loro amano giocare, anche loro amano le coccole, anche loro, come noi provano dolore, piacere, gioia, come noi stabiliscono legami profondi con i loro compagni umani e non umani.
Scegliendo di non mangiare carne o anche uova, latte e latticini salverai migliaia di cuccioli! Scegliere la vita, rifiutare il dolore e la morte di tanti esseri viventi. Questa sarà la più bella, la più felice delle scelte che tu possa fare!

Per l’ambiente

Nel 2006 la FAO (Food and Agriculture Organization – Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa, appunto, di nutrizione e cibo) ha pubblicato un Rapporto dal titolo volutamente esplicativo, quasi minaccioso: “L’ombra lunga degli allevamenti intensivi”, secondo lo studio FAO, il 18% dei gas serra che inquinano e surriscaldano il pianeta, causando disastrosi cambiamenti climatici, è dovuto agli allevamenti intensivi. Il consumo di energia per la produzione di cibo da fast-food raggiunge cifre da capogiro: una studio americano stima la bolletta energetica per produrre i 550 milioni di Big Mac venduti negli USA ogni anno pari a 297 milioni di dollari un’impronta che in termini di gas serra equivale a 1.2 milioni di tonnellate di CO2.
Secondo recenti studi commissionati da Agenzie delle Nazioni Unite, come la Banca Mondiale, e la International Finance Corporation la percentuale di CO2 prodotta dall’allevamento intensivo si aggira, in realtà, intorno al 51%.
La terra coltivabile viene usata per ottenere mangime a basso costo per i miliardi di animali allevati nel Mondo; i terreni sfruttati dall’agricoltura intensiva, impoveriti e pieni di diserbanti alla fine diventano deserti, l’ombra lunga degli allevamenti oscura, così, anche, la vita di milioni di bambini condannati alla denutrizione, alla schiavitù, alla morte per fame!
Lo sfruttamento crudele nei confronti degli animali, nostri silenziosi compagni di viaggio provoca, dunque, anche ingiustizia e fame per le persone

Per la salute

La produzione di cibo, in particolare la produzione intensiva di cibo e gli allevamenti intensivi e non intensivi stanno mettendo a rischio la nostra salute, la nostra capacità di non ammalarci e la nostra capacità di reagire alle malattie.
Tumori, cardiopatie, diabete, per citare solo le malattie più gravi, sono il prezzo da pagare per una dieta ricca di grassi animali.
Da uno studio recente risulta che carne, latticini, salumi sono fonti del 63% dei grassi totali, del 77% dei grassi saturi e del 100% del colesterolo (che si trova solo in cibi animali) della dieta tipica americana, dieta che ormai è anche quella di molti cittadini europei ed italiani.
L’attuale sistema di allevamento intensivo e di allevamento si basa essenzialmente sull’uso massiccio dei farmaci: animali costretti a vivere in spazi ridotti, alimentati male (per permettere più alti profitti) non possono essere animali sani! Gli animali vengono costantemente rimpinzati di antibiotici sia per prevenire le malattie sia per accelerare
la crescita dei cuccioli, di antiinfiammatori perfino di tranquillanti, di ormoni, di chimica in sostanza, chimica che, ovviamente, finisce anche nel piatto di chi mangia carni e latticini. Uno degli aspetti più preoccupanti per l’uomo, legato al consumo di prodotti di origine animale, pur essendo ai più poco noto, è quello della farmacoresistenza ed, in particolare, alla così detta antibiotico resistenza, molti batteri sono diventati “super” batteri: resistono agli antibiotici e possono essere insidiosi, se non mortali per gli uomini. Questa pericolosa resistenza, che a detta degli studiosi potrebbe causare seri problemi in futuro deriva, secondo numerose ricerche pubbliche e private, in larga misura dall’uso abnorme di antibiotici negli allevamenti intensivi e non intensivi

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